Cellule staminali: dalla Svezia la prima coltura in condizioni chimiche

Per la prima volta in assoluto cellule staminali embrionali umane sono state coltivate senza l’uso di proteine animali o altre cellule umane di supporto, cosa che limitava enormemente il loro impiego nella ricerca medico-biologica. La ricerca, che fa da apripista verso la cura di molte malattie degenerative, è stata pubblicata su Nature Biotechnology, e condotta da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet (Solna, Svezia).  

Le cellule staminali embrionali sono in grado di trasformarsi in altri tipi di cellule nell’organismo e quindi sono una potenziale arma contro malattie la cui cura necessita le rigenerazione cellulare.

Purtroppo però la loro coltura in vitro non era mai stata possibile senza l’impiego di proteine animali o altre cellule umane 'di supporto', e ciò comporta in entrambi i casi l’inutilità pratica delle cellule.

Da un lato, infatti, in presenza di proteine animali le cellule non possono essere utilizzate in trattamenti per gli esseri umani. Dall'altro, invece, le cellule di supporto, chiamate 'feeder cells', rilasciano proteine in maniera incontrollata, rendendo inaffidabili i risultati delle ricerche.

Con questa scoperta abbiamo dunque il primo caso di coltura in vitro senza supporto di una linea di cellule staminali embrionali, in particolare della laminin-511, del nostro tessuto connettivo. 

Ora, per la prima volta, siamo in grado di ottenere una grande quantità di cellule staminali embrionali umane in un enviroment chimico assolutamente definito”, commenta Karl Tryggvason, coordinatore dello studio. E aggiunge: “Questa scoperta apre le porte allo sviluppo di molti tipi di cellule, potenzialmente utili al trattamento di diverse malattie”. 

I ricercatori, in collaborazione con l’Harvard Stem Cell Institute, hanno dimostrato anche la possibilità di utilizzare lo stesso metodo per coltivare in vitro senza supporto le cellule staminali cosiddette 'riprogrammate', in grado di trasformarsi nuovamente in cellule staminali dopo essere diventate cellule di tessuto.

Roberta De Carolis


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