Il calore della cera per costruire armi di nuova generazione

Le armi di nuova generazione sfrutteranno il calore accumulato dalla cera. Approfittando del cambiamento di fase di un particolare materiale ceroso, la General Atomics ha creato una sorta di modulo di accumulo termico, che dovrebbe essere in grado di accogliere l'enorme quantità di calore residuo generato dalle armi ad energia diretta.

Le armi ad energia diretta, ossia le armi laser del futuro, hanno già fatto registrare buoni risultati sia per la potenza che per la precisione. Tuttavia, ci sono altre serie sfide tecnologiche da sollevare. Ad esempio, i laser chimici potenti che si occupano delle ingenti quantità dei rifiuti che generano calore.

Ma la General Atomics ha trovato la soluzione: testando un dispositivo di archiviazione il calore prodotto dalla cera potrebbe bypassare questa difficoltà, aprendo la strada alle armi di ultima generazione. Tale dispositivo è costituito da un materiale segreto.

Per comprenderne la potenza basta immaginare che è “l'equivalente di fusione di circa 20 chili di gelato in 13 secondi", come ha spiegato il Dott. Paul Clark, un manager dell'Advanced Power Systems, presso la General Atomics. Una gran quantità di calore, che può essere recuperato.

Dispositivi simili, con lo stesso criterio di funzionamento, non sono così futuristici come pensiamo. Molti fanno parte della nostra vita quotidiana. Li troviamo nelle memorie dei computer, nei sottomarini, e anche nelle tazze da caffè. Allora, perché non utilizzarli nei laser?

Francesca Mancuso


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