Marea nera: la BP mette in campo robot sottomarini per bloccare la fuoriuscita di petrolio

La BP (British Petroleum) le sta provando tutte per bloccare, se non arginare, un disastro ambientale, nonchè umano, provocato dall'affondamento della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, avvenuto a fine aprile, e che è all'origine di una marea nera la cui estensione è senza precedenti.

Stavolta la compagnia petrolifera tenterà di bloccare la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico con l’aiuto di braccia robotiche dei robot sottomarini. Queste, ad una profondità di 1.500 metri, proveranno a tagliare e a rimuovere le tubature danneggiate dei precedenti marchingegni, congegnati per bloccare l'emorragia di petrolio, per sostituirle con delle nuove. Le nuove tubature si spera permetteranno di incanalare il flusso di petrolio e di limitare così la dispersione in mare aperto.

Un intervento questo che richiederà almeno altri 2 giorni e la cui riuscita sarà tutta da verificare. E' una lotta contro il tempo, insomma. Ma mentre la British Petroleum è impegnata nel quarto tentativo di arginare il disastro, il Presidente americano Barack Obama terrà contemporaneamente la prima riunione con i responsabili della commissione d’inchiesta sull’incidente.

Secondo gli esperti, oltre alle disastrose conseguenze per l'ecosistema del Golfo del Messico e del delta del Mississipi, il rischio è anche quello che le bolle di petrolio, spinte dalle correnti, possano raggiungere l’Atlantico. In parte anche a causa della prima tempesta tropicale abbattutasi quest’anno nell’America centrale e battezzata ‘Agatha‘, che potrebbe favorire lo spostamento della marea nera dal Guatemala proprio verso il Golfo del Messico.

Federica Vitale

Fonte foto: http://www.eticanaturale.altervista.org/



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