Mondiali 2010, Città del Capo prepara uno stadio insonorizzato per non disturbare la quiete pubblica

Manca ormai poco più di una settimana all'inizio dei mondiali 2010, che si svolgeranno in Sud Africa. Ma come si sta preparando Città del Capo? Con uno nuovo stadio insonorizzato.

È il Sudafrica Sturdy Stadium, che si trova nel quartiere di Green Point, dove i residenti avevano sollevato delle perplessità riguardo ai rumori delle folle di tifosi scalpitanti. Per far sì che la gente potesse continuare la vita di tutti i giorni, ma permettendo al tempo stesso ai tifosi di esprimere la propria fede calcistica, un team di progettazione della ditta di ingegneria tedesca Schlaich Bergermann ha realizzato in cima alla struttura il tetto in vetro più grande del mondo.

I 69.070 tifosi di calcio all'interno del nuovo stadio di Città del Capo potranno gridare a squarciagola per incitare la loro squadra preferita. Nessun suono all'esterno, o quasi.

Il tetto, una struttura di 398.265 metri quadrati, costituita da 9.000 pannelli di vetro dallo spessore di mezzo pollice, sono disposti ad anello sopra le tribune. Inoltre, a copertura del terreno di gioco è posta una rete in fibra di vetro e teflon sospesa sotto il vetro. Insieme, i due elementi riflettono il ruggito della folla che ritorna in campo, una sorta di eco, che evita che il rumore possa uscire attraverso il foro centrale del tetto.

Ma non è solo questione di rumore. Grazie al tetto, potranno essere meglio controllati i tifosi notoriamente poco tranquilli del Capo, e anche le condizioni atmosferiche. La zona, infatti, è soggetta all'incontro di due grandi correnti oceaniche: quella calda proveniente dall'Oceano Indiano e quella fredda dall'Atlantico. Le raffiche di vento possono anche superare le 50 miglia all'ora. Ma la copertura e la forma concava del tetto sono in grado di deviare il vento devia.

Non resta che attendere l'11 giugno per vedere all'opera se i progettisti tedeschi hanno davvero isolato lo stadio. E sperare che la nostra Italia possa ripetersi nell'impresa.

Francesca Mancuso

Fonte foto: http://www.popsci.com/


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