Ecco il chirurgo robot negli ospedali

Un chirurgo robot, in grado di coadiuvare l'uomo durante interventi complessi. Ed è  operativo al Centro sperimentale di Chirurgia Robotica presso l'Azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. 

Anche in Italia le tecnologie in ambito medico iniziano a fare capolino. La macchina in questione è un robot costituito da quattro bracci, in grado di compiere azioni analizzando immagini tridimensionali in alta definizione, e capace di compiere movimenti demoltiplicati con una proporzione 1:10.  

Ma non solo. Un'altra rilevante capacità di questo robot è legata all'ampiezza dei movimenti rotatori: i suoi bracci meccanici infatti sono articolati da uno snodo, in qualche modo simile al polso umano, in grado di ruotare fino 540 gradi in tutte le direzioni. Anche meglio dell'uomo, visto che noi riusciamo a ruotere i polsi al massimo fino a 180 gradi. 

Ma dietro le potenzialità  della macchina, vi è comunque il cervello umano. Il sistema infatti è telecomandato da un chirurgo che si trova al di fuori della sala operatoria: il braccio meccanico e la mente umana. 

La sperimentazione verrà realizzata nel corso dei prossimi tre anni, è avrà  un costo pari a 6 milioni di euro, di cui 2,5 legati all'acquisto della tecnologia robotica. 

Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna, che ha favorito l'acquisto, insieme alla Cassa di Risparmio di Torino, ha spiegato: "Il Centro Sperimentale di Chirurgia Robotica punta a fornire una formazione assolutamente qualificata e di eccellenza ai chirurghi individuati dall’Azienda Ospedaliera e dall’Azienda Sanitaria Locale. La realizzazione ad Alessandria di questo Centro sperimentale- ha poi aggiunto- rappresenta un'altra opportunità per il nostro territorio dopo la recente ufficializzazione dell’avvio dell’attività a pieno regime del 'Borsalino'. Un ulteriore importante tassello che si aggiunge alla già elevata qualificazione sanitaria dell’alessandrino e un altro concreto risultato ottenuto grazie alla sinergia tra enti pubblici e fondazioni bancarie".

Francesca Mancuso


Pin It