Umberto Eco sulla memoria virtuale ed il suo futuro

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Dal Salone del Libro di Torino, Umberto Eco lancia i suoi strali contro le "memorie virtuali" e il web in genere, durante uno degli incontri più seguiti della manifestazione, che vedeva lo scrittore come protagonista, affiancato da Patrizia Violi e Maurizio Ferraris.

"Sull'avvenire della memoria". Questo il titolo dell'incontro. Ci si interroga su quale sia il futuro della memoria, finchè il web farà le nostre veci. O ancora, più in generale, si valuta l'enciclopedia oggi, intesa come memoria collettiva del sapere. In merito a ciò, Eco non poteva che parlare di Wikipedia: "nel web c'è quello che vi mettono insigni studiosi, come quello che scrivono i peggiori cretini, ci sono i negazionisti e i testimoni del lager, e questa massa di informazioni ci impedisce di capire subito cosa conservare e cosa no". Una gran confusione, dunque. Nonostante dichiari di consultare frequentemente la famosa enciclopedia online gestita dal basso, Eco ne ribadisce i limiti:“non è la comunità scientifica a verificare le notizie”. Esiste un comitato deputato a controllare le voci, ma non può certo esaminarle tutte.

"Nella biografia a me dedicata - dice - avevano scritto che ero sposato con la figlia del mio editore. Un'invenzione totale. Il rischio è di un disfacimento medievale dove vale soltanto la voce della tradizione senza un vero controllo". Molto pessimismo da parte sua dunque: "se la memoria è l’anima della cultura, SOS".

Ma anche un colorito insulto: "il web, capace di ricordare tutto, è idiota". L'overload di informazioni della nostra epoca, non ci rende la vita più semplice, ma ce la complica perchè come Funes, il personaggio di Borges, l'eccesso di memoria ci rende idioti. Parola di Eco.

La memoria infatti sarebbe strettamente legata all'oblio, e assume valore solo quando vi si applicano dei filtri, quando è in grado di operare una selezione.

E le memorie "virtuali"? Secondo Eco, "sappiamo che il papiro supera i 2000 anni, la carta a stampa i 500, ma nessuno sa quanto potrebbe durare un floppy disk, visto che non ci sono più strumenti per leggerli e così sta accadendo con i Cd e, magari, presto con le chiavette usb. Del resto, cosa accadrebbe, se un black out o qualche incidente cancellasse i dati delle banche, se queste non li conservasse anche su carta?".

Realista o solo pessimista?

Francesca Mancuso



{jumi}
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