Armi antiche riemerse dal ghiaccio

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E' emerso dal passato un tesoro di armi antiche, custodite da alcuni pezzi di ghiaccio ora disciolto nel Canada artico, rivelando così armi da caccia risalenti a migliaia di anni fa. Tra queste armi rinvenute alla luce, una lancia di 2.400 anni fa, una trappola per scoiattoli datata 1.000 anni e archi e frecce risalenti a 850 anni fa.

  Tutti questi oggetti sono stati trovati nelle remote Montagne Mackenzie, una regione in cui i caribù delle montagne boreali trascorrono i mesi estivi. Cercando ristoro dal caldo e dai fastidiosi insetti della regione, questi animali hanno costituito un facile bersaglio per i cacciatori, i quali conoscevano fin troppo bene le abitudini di questi esemplari.

I loro strumenti di caccia sono stati seppelliti per secoli dalla neve invernale di queste zone e, oggi, esse rivelano quanto le strategie di caccia fossero molto sviluppate anche migliaia di anni fa. "Si parla di esempi concreti di antica tecnologia, che includono frecce di legno, manici di pelle e tendini. Questi artefatti ci regalano una visione completamente nuova di come erano fatti gli antichi strumenti di caccia e di come erano usati". E' Tom Andrews a parlare, un archeologo del Prince of Wales Northern Heritage Center di Yellowknife e coordinatore delle ricerche dell'International Polar Year Ice Patch Study.

Gli studi hanno preso avvio nel 1997, quando dei pastori di pecore inciamparono, letteralmente, in manufatti conservati nei ghiacci del sud dello Yukon. "Seguendo questa scoperta, scoprimmo più di 200 utensili di caccia, di cui la più antica risalente a 9.000 anni fa" racconta Greg Hare, l'archeologo di Yukon che analizzò per primo la scoperta.

Grazie al riscaldamento globale, Hare e i suoi colleghi hanno avuto modo di riportare alla luce 1.600 ossa animali e piccoli mammiferi e uccelli mummificati che erano stati preservati dal ghiaccio per migliaia di anni.

Ma è nel 2005 che si produce la scoperta più importante: un arco da caccia in legno di salice di alcuni secoli fa. Nei seguenti quattro anni, le ricerche sono continuate riportando alla luce armi da caccia e, ancor più stupefacente, grosse quantità di sterco di caribù. Spiega Andrews: "Datando lo sterco al radiocarbonio, si è determinato che esso risalga a circa 6.000 anni fa".

Ma le ricerche non si fermano. Gli studiosi stanno analizzando il polline e gli insetti intrappolati nello sterco, in modo da capire quali cambiamenti ambientali abbiano avuto luogo nel corso dei millenni. "Studiando i resti delle piante, si possono osservare i cambiamenti nella dieta dei caribù e, analizzandone il DNA preservato nello sterco, è possibile risolvere alcuni quesiti circa la popolazione di questi animali", spiega ancora Andrews.

Andrews e i suoi colleghi continuano a monitorare i ghiacci. Come afferma l'archeologo, "abbiamo l'obbligo etico di raccogliere questi artefatti così come sono stati preservati. Se li lasciassimo sul terreno, essi verrebbero calpestati dagli animali o dissolti dagli acidi del suolo".

Ma le ricerche lottano contro il tempo. Come è spiegato nel libro Hunters of the Alpine Ice, l'innalzamento delle temperature potrebbero deteriorare, fino a far scomparire, buona parte di questi ghiacci che, per secoli, hanno custodito questi tesori del passato.

Federica Vitale



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