Polveri sottili e attività cognitiva: come l’esposizione delle madri si riflette sui figli

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L’esposizione di una madre alle polveri sottili urbane durante il periodo prenatale può influenzare negativamente lo sviluppo cognitivo del bambino intorno all’età di 5 anni. Lo dimostra uno studio del Centro Colombiano per la Salute Ambientale dei Bambini, condotto a Cracovia, in Polonia.

  Il team di ricercatori che ha lavorato alle ricerche ha rilevato una significativa connessione tra l’elevata presenza di idrocarburi policiclici aromatici (PAHs) nella città di Cracovia e una importante riduzione del punteggio di bambini dell’età di 5 anni al test standard per l’intelligenza e le capacità cognitive.

Il campione analizzato include 214 bambini nati a Cracovia tra il 2001 ed il 2006, da madri non fumatrici e in perfetta salute. Per l’intero corso della gravidanza queste madri hanno indossato costantemente un piccolo zainetto dotato di un rilevatore per l’esposizione ai PAHs ed hanno fornito campioni del proprio sangue o di quello del cordone ombelicale al momento del parto.

Altri fattori potenzialmente influenti, quali l’esposizione al fumo passivo, il piombo o persino l’educazione stessa della madre sono stati tenuti in considerazione ai fini della ricerca; la concomitanza di tutti questi elementi ha così permesso di stabilire una soglia di inquinamento atmosferico (17,96 nanogrammi per metro cubo) oltre la quale è possibile parlare di alta esposizione e quindi di “livello di rischio”. I figli sono poi stati seguiti dai ricercatori fino all’età di 5 anni, fino quindi al momento del test in questione, che ha attribuito loro un punteggio piuttosto scarso in termini di quoziente intellettivo.

Non è tutto. I risultati ottenuti sono plausibilmente paragonabili a quelli riscontrati nella città di New York, dove gli effetti sull’intelligenza e le capacità cognitive dei bambini americani appaiono simili e “questi risultati”, secondo Susan Edwars che ha condotto le ricerche, “contribuisco a dimostrare il nesso tra l’inquinamento atmosferico e gli effetti negativi per la salute dei bambini, il che dovrebbe costituire un grande interesse per la politica sanitaria pubblica”.

“Questo dato è molto preoccupante”, prosegue Frederica Perera, docente di Scienze Ambientali per la Salute e autore senior delle ricerche condotte a New York. “Il quoziente intellettivo e la capacità cognitiva sono un importante predittore del futuro scolastico dei ragazzi; e non è un segreto che le polveri sottili siano ormai diffuse negli ambienti urbani di tutto il mondo”.

Annalisa Di Branco



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