Quel pianeta con una strana atmosfera

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La scienza si ritrova a risolvere un nuovo “rebus”: GJ 436b, l'esopianeta grande come Nettuno, scoperto sei anni fa dal team di Paul Butler e Geoffrey Marcy, sarebbe privo di metano, ma con una temperatura di 712 Kelvin. quanto si legge in uno studio condotto da Kevin Stevenson, dottorando presso la University of Central Florida, pubblicato in questi giorni sulla rivista anglosassone Nature.

La scoperta, lanciata dallo Spitzer Space Telescope (SST) della NASA, pare sia stata dunque etichettata dagli esperti come un “grande puzzle”. E come biasimarli se la teoria insegna che qualsiasi mondo, con un'atmosferica di idrogeno, carbonio, ossigeno e una temperatura fino a 1.000 Kelvin (1.340 gradi Fahrenheit), dovrebbe avere una grande quantità di metano e una piccola quantità di monossido di carbonio.

"Siamo fermi a grattarci la testa", lamenta infatti Joseph Harrington, dell’ UCF. A fargli eco lo stesso Stevenson che avverte i teorici: “Saranno molto impegnati a cercare una soluzione al problema”.

A guardare avanti ci pensa invece Charles Beichman, direttore dello Science Institute Exoplanet al Jet Propulsion Laboratory, che ricorda come "la tecnica di Spitzer sia arrivata al più piccolo e più fresco pianeta extrasolare, più simile alla nostra Terra che ai gioviani caldi. Nei prossimi anni- aggiunge poi il ricercatore -potremo aspettarci che un telescopio spaziale analizzi anche l'atmosfera di un pianeta roccioso che potrebbe mostrare i segnali della vita".

Inoltre, il CH4 è un elemento comune ai corpi relativamente freddi, e ai pianeti del nostro Sistema Solare. Sulla Terra, per esempio, è prodotto principalmente dai micro batteri. Senza contare che Nettuno deve il suo colore bluastro, proprio a questo idrocarburo che assorbe la luce rossa.

IL TELESCOPIO LYMAN SPITZER (così rinominato nel 2003 in onore di uno dei più influenti astrofisici del XX secolo, ndr) è stato in grado di rilevare la debole luce di GJ 436b guardandolo scivolare dietro alla sua stella, in un evento chiamato 'eclisse secondaria'. Quando il pianeta scompare, la luce totale osservata cala e viene misurata per trovare la luminosità del pianeta a varie lunghezze d'onda. In questo modo il telescopio spaziale ha catturato la luce del pianeta, dando prova che su GJ 436b c'è monossido di carbonio, e non metano. Questa tecnica è stata anche utilizzata per misurare i componenti atmosferici dei diversi pianeti extrasolari delle dimensioni di Giove, i cosiddetti 'pianeti gioviani caldi'.

GJ 436B orbita intorno la stella Gliesse 436, una nana rossa distante circa 30 anni luce dalla Terra (nella costellazione del Leone), impiegando circa 2 giorni e 15 ore. Scoperto nel 2004, ad oggi, è il più piccolo pianeta extrasolare studiato. Ha una temperatura di 712 Kelvin e molto probabilmente è costituito da 'ghiaccio caldo', in varie forme esotiche ad alta pressione.

Auguisto Rubei

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