Census Bureau: si lavora per scoprire i microrganismi che popolano il mare

Vi siete mai chiesti come fanno gli scienziati a contare ogni singolo microbo che vive negli oceani?

 

Ci pensa il Census Bureau, che con quattro nuovi progetti si sta cimentando nell'impresa di contare ogni essere vivente presente nelle acque del mare, tra cui microbi così piccoli da sembrare invisibili.

Il "Census of Marine Life" dunque, si sta concentrando adesso sui microrganismi, come i microbi, lo zooplancton e le larve che vivono nei fondali delle acque marine.

Fino ad ora, il censimento decennale ha portato alla luce oltre 5mila nuove forme di vita marina, ma secondo i ricercatori ne potrebbero essere scoperte ancora moltissime. Il Census ha coinvolto allo stato attuale più di 2.000 scienziati provenienti da più di 80 nazioni.

"Gli scienziati stanno scoprendo e descrivendo un mondo sorprendente di biopdiversità marina microbica, anche in base ai modelli di distribuzione ed i cambiamenti stagionali", ha detto Mitch Sogin del Marine Biological Laboratory di Woods Hole, in Massachusetts, coordinatore del censimento internazionale dei microbi.

Il piccolo, dunque, ha la stessa importanza del grande, se non addirittura maggiore. Fino a qualche tempo fa, invece gli studi e i censimenti riguardavano principalmente le grandi creature marine, ad esempio le stelle sulle coste della Nuova Zelanda, o i polpi in giro lungo un flusso di acqua molto salata dell'Antartide o ancora la medusa più profonda mai trovato, oppure "The White Shark Café" un luogo profondo dell'Oceano Pacifico dove si riuniscono gli squali in inverno.

Sicuramente interessanti, ma almeno tanto quanto i microbi e piccoli abitanti degli ocenai. È stato scoperto ad esempio che i nematodi si trovano nell'abisso più profondo, più buio. In un solo metro quadrato possono viverne anche 500 mila esemplari, ma ne conosciamo solo pochissimi.

In più, dopo aver studiato campioni prelevati da più di 1.000 siti, gli scienziati hanno concluso che i generi di microbi possono essere fino a 100 volte di più rispetto a quanto si pensi. Già nel 2007 se ne erano studiati altri 7 mila nel canale della Manica.

"Questi risultati ci fanno guardare il mare in profondità da una nuova prospettiva", spiega Pedro Martinez Arbizu ricercatore del Centro tedesco per la ricerca sulla biodiversità marina. "Lungi dall'essere un deserto senza vita, i rivali di acque profonde tali ecosistemi molto diversi come le foreste pluviali tropicali e le barriere coralline".

Francesca Mancuso


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