A tutti i giornalisti: connettetevi!

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Chi legge più i giornali, i giornali di carta? Una porzione sempre più consistente di notizie passa ormai per il canale online, tanto che chi vuole tenersi aggiornato in tempo reale non fa altro che consultare i siti internet di un qualsiasi quotidiano o la pagina web di Google News.

E i giornalisti stessi, professionisti dell’informazione a ciclo ininterrotto, per star dietro agli inarrestabili cambiamenti del loro mestiere devono aggiornarsi di continuo; e soprattutto arricchire la loro “cassetta degli attrezzi” di nuove nozioni informatiche e tecnologiche.

Pochi giorni fa, guarda caso, la Columbia University di New York ha annunciato il prossimo lancio di un nuovo master in Giornalismo e Computer Scienze, un corso specifico mirato a fornire ai giornalisti di domani sia competenze prettamente tecniche, legate all’ingegneria informatica, sia lezioni che si rifanno al giornalismo inteso invece in maniera più tradizionale.

Sempre in America, negli Stati Uniti dei grandi gruppi editoriali in declino, da un po’ di tempo a questa parte sta acquistando sempre più popolarità una università di giornalismo in sintonia con i cambiamenti in atto. Si chiama Poynter’s News University ed è una vera è propria università online di giornalismo. Fin qui, nulla di eccezionale: quante sono le opportunità di e-learning messe a disposizione di un pubblico interessato agli argomenti più svariati?

Ciò che distingue questa università dalla maggior parte degli altri atenei online, è il vantaggio di offrire più di 150 corsi e seminari elettronici (webinars) di qualità a prezzi decisamente bassi: se non addirittura a titolo completamente gratuito. Ma chi è il promotore e finanziatore di questo progetto più unico che raro?

La Poynter’s News University è il corrispettivo elettronico del Poynter Institute, storica scuola di giornalismo fondata alcuni decenni fa in Florida dall’editore americano Nelson Poynter. Nata nel 2005 in via quasi sperimentale ma sviluppatasi molto rapidamente, la Poynter News University ha lo scopo di fornire aggiornamenti ai giornalisti di oggi, svelare i trucchi del mestiere agli aspiranti giornalisti di domani e non da ultimo dare consigli su come il giornalismo vada insegnato. Dato che tra i suoi utenti non c’è solo chi il giornalismo lo fa, ma anche chi lo insegna.

I suoi corsi, la maggior parte dei quali disponibile gratuitamente a ogni utente registrato e della durata media di 3-4 ore, sono in un inglese dalla semplicità davvero disarmante, tali da essere fruibili con facilità e immediatezza anche da chi ne ha una padronanza linguistica solo discreta. La loro spiccata interattività cerca poi di coinvolgere l’utente mettendolo costantemente alla prova sulle nozioni appena trasmesse. I loro ideatori, gli insegnanti di giornalismo del Poynter Institute, hanno fatto in modo che non si trattasse di lezioni puramente teoriche, ma di addestramenti pratici e partecipativi, fruibili in modo completamente autonomo. Ma nello specifico, questi corsi quali argomenti riguardano?

Si spazia veramente da un genere all’altro, tenendo conto delle esigenze sia di chi è giornalista alle prime armi sia dei professionisti in cerca di approfondimenti specifici. Attualmente uno dei corsi più frequentati si intitola Cleaning Your Copy: Grammar, Style and More ed è un prontuario a uso di chiunque intenda migliorare le proprie capacità redazionale. Quindi non esclusivamente chi fa il giornalista di mestiere, ma anche blogger, content writer o persone che vogliano semplicemente correggere i piccoli errori nella scrittura di tutti i giorni.

Pensato per chi frequenta il giornalismo con spirito più professionale è invece Writing for the Ear, un corso che presenta tecniche e strategie per scrivere testi audio da diffondere via broadcast oppure online. Effettivamente, a pensarci bene, a scuola i maestri e professori insegnano a scrivere temi dalla struttura complessa, concepiti per una lettura silenziosa. Tutt’altra cosa è scrivere testi da leggere ad alta voce a un pubblico allargato: bisogna che i periodi siano più brevi, la sintassi deve focalizzarsi su elementi enfatici, la struttura generale necessita di un ordinamento più lineare. Prima si scrive per l’orecchio, appunto, non per l’occhio.

Ma il giornalismo (online e cartaceo) ha inoltre delle regole deontologiche e dei principi etici: chi si occupa di informazione non può non tenerne conto. E così la Poynter’s News University, soprattutto nei suoi seminari tenuti in video-conferenza, tratta anche tematiche legali e argomenti associati ai nuovi trend in arrivo. Tra questi, il recente seminario sull’innovativo rapporto tra iPad e giornalismo; oppure quello sulla pubblicità online e la fiducia che le persone attribuiscono ai siti internet d’informazione. Come anticipato, i seminari elettronici della Poynter’s News University di solito sono a pagamento, con costi medi che si aggirano tra i 20 e 40 dollari.

Insomma, pare che l’esperimento di e-learning lanciato dal Poynter Institute sia davvero riuscito a decollare. Tanto che in 5 anni ha raggiunto la soglia dei 130 000 utenti registrati, il 15% dei quali si trova fuori dal Nord America. L’ennesima dimostrazione che la condivisione delle conoscenze è tuttora uno dei principi basilari dell’informazione indipendente e democratica: quando indipendenza e democrazia fanno tutt’uno con il pensiero e lo stile di vita all’americana.

Riccardo Moretti



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