Il web per i non vedenti: le novità nel futuro

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I progressi per migliorare le pagine web tradotte in Braille sono avanzati lentamente a causa dei costi e della complessità dei display Braille, congegni tattili che consentono ai non vedenti di “leggere” i contenuti presenti in un sito internet. Un team della North Carolina State University, a tal proposito, sta muovendo i primi passi verso lo sviluppo di un dispositivo che consente ai non vedenti di sfruttare al meglio il web a prezzi decisamente più contenuti.

  Il team, riferisce la rivista Scientific American, sta mettendo a punto un prototipo che si basa sulla costruzione di schermi elastici che si sollevano idraulicamente quando a essi viene applicata una differenza di potenziale elettrico, rappresentando i punti dell'alfabeto per non vedenti che viene letto con le dita.

Fin qui niente di rivoluzionario se pensiamo che apparecchi tattili simili, esistono già ma in una forma semplificata, ma a costi altissimi. Questa nuova tecnologia, invece, ha il merito proprio di ridurre notevolmente i prezzi. I display braille esistenti, consistono in una fila di "celle", spesso con tecnologia piezoelettrica, nella quale il testo tradotto in Braille da un computer viene trasmesso ai polpastrelli dell'utente. Il display proposto dai ricercatori statunitensi, invece, comprende fino a 25 righe, composte ognuna da 40 "celle" capaci di rappresentare anche le immagini di una pagina web, oltre naturalmente al testo.

Il funzionamento è abbastanza semplice: il display elastico raccoglie con un software il contenuto di una pagina Web dal sistema operativo del computer, converte le parole e le immagini in una versione digitale del Braille e trasmette le informazioni raccolte sul monitor del computer tradizionale attraverso i perni elettromeccanici. Le informazioni trasmesse vengono raccolte su una fila di celle rettangolari allineate una accanto all'altra come in un domino. Ogni cella ha da sei a otto piccoli fori che rappresentano i vari caratteri Braille e che vengono lette con le dita dai non vedenti.

Secondo Neil Di Spigna, uno dei ricercatori e autori dello studio, ci vorrà ancora un anno per ottenere un prototipo funzionante, se saranno superati i problemi di realizzazione; poi potrebbero essere necessari ancora quattro anni per la produzione in serie del dispositivo che si vuole spingere fino all’ideazione di un’equazione in braille che riesca a contenere più informazioni in un’unica riga.

Il progetto è stato denominato “Touch and Go” e sta portando aventi due ricerche parallele volte ad abbassare i costi e l’enorme quantità di energia di cui necessita, oggi, un display braille. Le tecnologie ipotizzate sono due: l’utilizzo della pressione idraulica o l’utilizzo di un tubo cilindrico di silicio, come trasmettitori di energia. Fonti alternative che ridurrebbero i consumi ed i costi. L'approccio standard piezoelettrico per fare un display Braille, costa circa 35 dollari per ogni cella, riferisce Peichun Yang, co-autore della ricerca, e può essere portato, in futuro, a 5 dollari. Costi notevolmente inferiori rispetto a quelli attuali. Un display Braille, le cui celle, in numero di 20-40, sono contenute nella configurazione standard in una singola fila, infatti, ha un costo che varia da 1.600 dollari a 3.600.

Gerarda Lomonaco



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