Parto hi tech, il primo vagito arriva via Skype

Il primo vagito in diretta su skype. È stata lanciata in un'ospedale di Milano, il Macedonio Melloni, l'iniziativa che prevede l'uso di una postazione internet dotata di Skype e webcam, grazie alla quale anche i parenti e gli amici lontani potranno ammirare il nuovo nato.


L'iniziativa nasce dalla collaborazione a clinica milanese Macedonio Melloni e Skype, che hanno dato vita a questo progetto, unico in Italia, con la funzione di mettere in contatto le neomamme con la propria famiglia anche a distanza.


Per far ciò, l'ospedale si è dotato di apposite aree dedicate alle neomamme dove esse potranno videochiamare i propri cari e mostrare loro il pargoletto. I videotelefoni sono dotati di infatto webcam, microfono, di uno schermo touchscreen da 7 pollici e di un'interfaccia a icone semplificata, che è in grado con pochi tocchi sul video di effettuare chiamate gratuite ad altri utenti Skype. Ma non solo. Le chiamate potranno essere rivolte anche a chi non utilizza Skype, ma in questo caso le chiamate ai numeri di rete fissa e cellulari saranno tariffate.

 

Il primo video con bebè è stato effettuato ieri, quando il bambino aveva già due giorni di vita. Viene dunque rispettato il diritto al privacy, di uno dei momenti più intensi e privati della propria vita.


Oltre a questa iniziativa, la clinica Macedonio Melloni ha in cantiere un'altra idea, il progetto Percorso Nascita, che prevede durante i mesi di gravidanza, l'assistenza alle famiglie comprendendo anche la nascita e il ritorno a casa. In sostanza, la mamma potrà rimanere sempre in contatto con la propria ostetrica che potrà così assisterla anche a distanza.


Callisto Bravi, Direttore Sanitario dell'Ospedale ha spiegato: "Il nostro obiettivo è di essere sempre a fianco delle famiglie e di accompagnarle durante l'attesa e dopo la nascita - commenta il Il progetto realizzato con Skype permetterà alle neomamme di far partecipare al lieto evento anche i parenti lontani e coinvolgere tutta la famiglia fin da subito, e sentirsi cosìmeno sole nei giorni successivi al parto".

Francesca Mancuso

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