Perché gli episodi di bullismo aumentano sempre di più?

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Catherine Bradshaw psicologa dell'età evolutiva e direttore del dipartimento per la prevenzione della violenza giovanile del Johns Hopkins Center, da anni si occupa del fenomeno del bullismo e della diffusione dei programmi di prevenzione all’interno delle scuole. Atti sconcertanti che vengono vissuti dai ragazzi come un gioco. E’ di qualche tempo fa la notizia dei nove adolescenti americani, fra cui sette ragazze, incriminati dalla procura del Massachusetts, dopo il suicidio di una compagna di classe, Phoebe Prince di 15 anni. Phoebe si è tolta la vita lo scorso gennaio perché vittima di ripetuti episodi di bullismo. Una delle poche condanne di cui si hanno notizia. Infatti, la maggior parte degli episodi violenti che si scatenano fra i banchi di scuola, non vengono denunciati e puniti. La dottoressa Bradshaw proprio in questo cerca una spiegazione dell’aumento del bullismo. Ovvero, il fatto che gli episodi di violenza non sono quasi mai condannati, spinge i ragazzi a pensare che non si tratta di condotte sbagliate, di non comprenderne la gravità. Contrariamente a quanto si crede, i bulli, continua Bradshaw, non sono emarginati sociali, ma soggetti con un alta autostima. Godono dell’appoggio dei propri coetanei e si sentono onnipotenti.

Il bullo è dominante ed è consapevole del suo potere sugli altri, concorda Marlene Snyder, direttore del Programma di Prevenzione “Olwens Bullying” contro lo sviluppo del bullismo. Ed è proprio l’influenza del gruppo dei pari che fa perdere la bussola della moralità.

Questa tesi è avvalorata da una ricerca condotta da Dorothy Espelage, psicologa presso l'Università dell’Illinois. Secondo Espelage, i bulli non sono soggetti socialmente rifiutati ma dei veri e propri leader, circondati da amici, sui quali hanno una posizione dominante. E se gli esperti concordano sull'importanza dell’influenza dei coetanei, non bisogna sottovalutare, però, il ruolo dei genitori. Secondo la Bradshaw "le cose che dicono ai loro figli su come gestire i conflitti e il loro modo di gestire il conflitto, sono molto importanti". Non bisogna sottovalutare nessun episodio. Gli atti di bullismo non sono piccoli conflitti fra coetanei o insignificanti litigi. E' importante capire che il bullismo è sempre e comunque, un abuso.

Intanto nello stato del Massachusetts si sta discutendo sull’importanza di dotarsi di una specifica legge contro il bullismo, come già avviene in altri 41 stati americani. E in Italia, ricordiamo l’impegno di Telefono Azzurro contro il bullismo. Sul sito dell’associazione è possibile scaricare la guida al bullismo, un vademecum di Telefono Azzurro per capire a arginare un fenomeno in crescita tra i giovanissimi.

Gerarda Lomonaco



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