Internet è libertà: alla Camera, convegno col professor Lessig della Harvard University

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Il convegno Internet è libertà, perché dobbiamo difendere la Rete, tenutosi a Roma presso la camera dei Deputati lo scorso 11 marzo, ha sicuramente rappresentato un momento importante per il riconoscimento (anche a livello anche istituzionale) del ruolo giocato dalla rete in Italia.

Aperto dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, l’incontro ha insolitamente portato in piazza Montecitorio molti più partecipanti di quanto gli stessi organizzatori avessero previsto; tante infatti le persone che, pur avendone fatto richiesta, non sono riuscite a rientrare nei (soli) 280 posti messi a disposizione dagli organizzatori.

Ad aprire i lavori, lo stesso Presidente della Camera, grande sostenitore dell’iniziativa; ospite d'onore, invece, Lawrence Lessig, professore ad Harvard e collaboratore del presidente americano Barack Obama, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo Il web e la trasparenza tra ideali e realtà.

Tra gli argomenti trattati all’interno dell’appuntamento, anzitutto la necessità di considerare l'accesso a Internet, al giorno d’oggi, come un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo; una necessità da tenere in considerazione tanto più in considerazione dei dati dell'ultimo rapporto dell'organizzazione non governativa Reporters sans frontieres: risultati resi noti dalla Terza carica dello Stato, secondo i quali dal 2008 al 2009 si sarebbe registrato un ampliamento allarmante delle restrizioni sulla rete che ha visto, tra l’altro, crescere del 62% i paesi colpiti dalla censura.

La necessità di una Carta dei diritti di Internet, il “caso Google”, la possibilità di usare lo stesso Internet anche come strumento di controllo sull'efficienza della pubblica amministrazione e sulle istituzioni, aprendo un nuovo rapporto tra cittadini e pubblici poteri, alcuni dei temi trattati nel pomeriggio.

La giornata è stata chiusa proprio dal professor Lessig, che ha tra l’altro avuto modo di complimentarsi con organizzatori e partecipanti sostenendo che “finora negli Stati Uniti non ci sono stati eventi di questo tipo, e i parlamentari americani non ha preso così sul serio le questioni legate a Internet e alla libertà”. Lo stesso Professore ha terminato la propria presentazione ricordando come la concezione di democrazia che si vorrebbe “passare alla prossima generazione non si tutela da sola: si può proteggere solo se si ascolta anche la generazione dei nativi digitali, dialogando con loro”.

Alberto Marangio



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