Biologi hacker al MIT

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Qualcuno ha mai sentito parlare dei biologi hacker? Si tratta di una nuova generazione di scienziati impegnati nello studio del genoma che stanno di fatto ridisegnando gli strumenti operativi della biologia sintetica con concezioni innovative.

 

Con i “BioBricks”, piccoli pezzi di DNA utilizzabili come blocchetti di lego, l'ingegneria genetica è arrivata, infatti, all'assemblaggio di organismi autonomi con specifiche funzionalità. Non si tratta più di tagliare ed incollare pezzi di genomi ma di creare codici genetici ex-novo da inserire in batteri per modificane comportamenti e cicli di vita. All'università del MIT è stato creata una libreria open-source ove sono stati catalogati più di 5.000 BioBricks.

L'approccio dei biologi è definito “hacker” per tali ragioni, si respira aria di condivisione, un punto di vista non necessariamente relegato a grandi organizzazioni private o governative e lo dimostra anche la competizione internazionale iGEM indetta dal MIT ove università di tutto il mondo concorrono nel progettare componenti e circuiti genetici da assemblare in un sistema cellulare.

Gennaro Lusito Rispoli

{jumi}
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