Lo Shuttle Endeavour costretto dal maltempo a restare sulla rampa

Endeavour_shuttle

Il lancio era previsto per le ore 4.39 da Cape Canaveral, le 10.39 in Italia. Ma lo Shuttle Endeavour a causa delle nuvole basse e del maltempo giudicato critico dalla NASA è rimasto a terra, rimandando la missione che avrebbe portato i sei astronauti (5 uomini e una donna) capitanati da George Zamka e il carico tutto italiano di due moduli realizzati dalla Thales Alenia Space di Torino, nella stazione internazionale in orbita a 400 chilometri dalla Terra.

 

La Nasa, già a gennaio temeva di dover rimandare il lancio a causa di un guasto al sistema di raffreddamento di uno dei due moduli, ma risolti i problemi tecnici, quando sembrava tutto pronto, ad un ora dal count down decisivo, a gelare Endeavour ci hanno pensato le condizioni meteo giudicate troppo critiche. La missione di 13 giorni finalizzata proprio all'installazione dei due nuovi moduli made in Italy nella Stazione spaziale internazionale è una delle ultime in programma prima del pensionamento degli space shuttes, essendo il progetto da 100 miliardi di dollari della Stazione internazionale quasi completato. Mancano, infatti cinque shuttle da inviare prima che la flotta USA venga ritirata, probabilmente senza dar seguito al nuovo programma Constellation che mirava a riportare gli astronauti sulla Luna nel 2020.

Il Presidente Obama, infatti ha annunciato, come abbiamo visto,  un cambio di rotta nelle politiche spaziali che prevede la cancellazione del programma seguente a quello della stazione orbitante in favore del progetto di taxi spaziali commerciali da impiegare al posto degli shuttle per portare equipaggiamenti alla stazione spaziale e sviluppare tecnologie che permettano di raggiungere altre destinazioni nel sistema solare.

L'apertura verso i voli commerciali prospettata dal Presidente Obama, da molti, soprattutto i dipendenti dell'ente spaziale, è stata recepita come una sorta di “privatizzazione” delle basi NASA. Non è di questo parere Luigi Pasquali, AD della Thales Alenia Space, l'azienda torinese che ha fornito i moduli: "Il cambio di passo della Nasa coincide con la decisione di allungare la vita della stazione internazionale che è un allineamento degli Stati Uniti alla politica europea dell'esplorazione spaziale, non particolarmente onerosa ma efficace nei risultati".

Ed effettivamente l'apertura ad aziende private di quello che è sempre stato un campo “monopolizzato” da un'unica nazione e nella fattispecie da un unico ente, genera perplessità da un lato e prospettive di sviluppo dall'altro.

In attesa di conoscere il futuro delle missioni spaziali, occhi puntati sulla rampa di Cape Canaveral dalla quale domani mattina, la prossima data utile fissata per il lancio alle ore 4.15 (10.14 ore italiane) Endeavour (forse) comincerà finalmente la sua arrampicata verso le stelle.

 

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