La GSK apre i database. Nuove speranze per la ricerca sulla malaria

malaria

La GlaxoSmithKline, casa farmaceutica inglese terza al mondo nel settore, si apre all'open source. L’azienda, che sta sviluppando nuovi farmaci anti-malaria nei suoi laboratori, ha infatti offerto agli scienziati di tutto il mondo il libero accesso ai suoi database di ricerca.

 

Si tratterebbe di dati relativi a ben 13.500 principi attivi che sembrano avere un forte potenziale antimalarico.

Si aprono così nuove speranze per una delle patologie più diffuse nei paesi in via di sviluppo, nonché prima causa della mortalità infantile, soprattutto in Africa, dove ogni 30 secondi un bambino perde la vita a causa della malaria. Ad oggi Il 50% dei malati africani non risponde più alla clorochina (farmaco utilizzato per il trattamento della malaria, che agisce bloccando la sintesi del Dna e l’attività di alcuni enzimi dei parassiti) e gli altri farmaci più efficaci costano da 10 a 100 volte di più.

In un contesto dove le case farmaceutiche destinano alla malaria meno dell'1% dei fondi dedicati alla ricerca e allo sviluppo è intervenuto il presidente della Gsk Andrew Witty. Witty ha precisato che lo scopo dell’iniziativa non è legato ad un piano di rilancio d’immagine dell’azienda, come ha espresso qualche scettico, ma mira favorire la collaborazione tra i ricercatori, per cercare così di ridurre i tempi della messa a punto di farmaci contro la malaria, facendo in modo che questi possano avere prezzi accessibili anche ai paesi in via di sviluppo.

Nella stessa ottica Witty ha annunciato la creazione del primo ''Open Lab'' realizzato da un'azienda farmaceutica. Sara' un laboratorio aperto, che studiera' farmaci per le malattie tropicali piu' diffuse nel Sud del mondo, in particolare nell'Africa Subsahariana.

Immacolata Lazzaro

 

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